18 Aprile 2007

CAMPIONATO NAZIONALE SURFCASTING DIVERSAMENTE ABILI 2007 di Fabio Luzzu

Lo scorso 14 aprile si è svolto il primo campionato italiano di surfcasting dedicato ai diversamente abili. L’idea è partita dalla FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee) che ha poi affidato l’organizzazione della manifestazione all’Associazione Cannisti Hobby Center San Vincenzo. La gara ha preso il via alle 15:00 nell’omonima spiaggia di San Vincenzo, in provincia di Livorno, con condizioni di mare mosso e con una leggera brezza di grecale. Le prede, soprattutto saraghi e sparlotti, non sono state copiose ma alla fine è stato Augusto Casti, atleta del circolo nautico Karel di Cagliari, a spuntarla e a salire sul gradino più alto del podio per aggiudicarsi il titolo di campione italiano di surfcasting 2007 nella categoria diversamente abili con 170 punti di vantaggio sul secondo classificato. Per Augusto, ancora incredulo per la vittoria, è un traguardo doppio, considerando che per lui questa è stata la prima gara ufficiale, che spera di poter ripetere presto un’esperienza come questa. Una soddisfazione condivisa con il Karel, che vede arricchire il propri successi già numerosi tra tutte le discipline che concernono la pesca sportiva: oltre al surfcasting la canna da riva, canna da natante, bolentino, pesca in acque interne. L’intera manifestazione è stata ben gestita e si è svolta senza problemi; tutti i partecipanti sono rimasti entusiasti dell’evento che ha permesso di accrescere le loro esperienze; un segnale forte che speriamo induca ad organizzare più spesso manifestazioni sportive con tale valore formativo per chi purtroppo sarebbe troppo svantaggiato nelle normali competizioni.                                                                                                                         

 

Augusto Casti è ufficialmente un atleta del circolo nautico karel-triana di Cagliari dal gennaio 2007. Ha iniziato ad andare a pesca dell’età di dieci anni tra le banchine del porto di Cagliari, e ricorda ancora come se fosse ieri il suo primo pesce, una sparlotta. A trasmettergli la passione per la pesca è stato il fratello Tonio, come lo chiamano gli amici, ma a quel tempo non immaginava ciò che gli avrebbe riservato il futuro. Con lui il destino è stato duro, a causa della tetraplagia atetossica plastica post nascita di cui è affetto, ma in ogni caso ha saputo regalargli grandi gioie attraverso lo sport.

 

Quale rapporto hai con il mondo dello sport?

-la mia vita è sempre stata ricca di sport, ora ho 40 anni ma da quando ne avevo 17 mi dedico al bodybuilding, attività che per me è stata molto importante perché ho saputo sfruttare nella vita quotidiana gli insegnamenti che mi ha offerto. Poi 5 anni fa un tecnico, che si occupa dei ragazzi disabili nello sport a Cagliari, mi ha fatto scoprire gli ambienti dell’atletica leggera, e da allora trascorro le mie giornate tra allenamenti e gare raggiungendo ottimi risultati, tanto da essere il detentore del primato italiano nelle categorie 60 indoor, 800 e 1500 metri.

Come hai trascorso i giorni precedenti alla gara?

-Ero un po’ teso per il lungo viaggio che dovevo affrontare, ma nonostante ciò sono riuscito a prepararmi al meglio: prima delle gare riesco tramite la psicologia, a “caricarmi” di adrenalina in modo da poter rendere al meglio.

Una volta presa posizione nel tuo box, quali attrezzature hai preparato?

-Ho organizzato la mia postazione in modo da essere il più funzionale possibile. Inizialmente ho pensato che le prede fossero lontane da riva, quindi ho armato due canne che mi permettessero di “lanciare forte”, ma poi mi sono accorto che le prede stavano vicino alla battigia. Allora ho preparato una beach leadgering ed è stata l’arma vincente, la maggior parte dei pesci li ho pescati così.

Quali sono state le emozioni che hai provato quando hai saputo di aver vinto?

-Me lo hanni detto di sabato durante la cena dopo la gara ma pensavo fosse uno scherzo. La vita mi ha insegnato che non si può mai essere certi di nulla fino a quando non hai le prove. Poi mi anno chiamato sul podio e mi son dovuto ricredere.

Cosa pensi ora che sei rientrato a casa?

-Sono felice ma non mi cullo sugli allori…bisogna stare con i piedi per terra. Tra qualche giorno avrà inizio per me una nuova sfida. Devo partecipare alle qualificazioni per i minimi ai campionati di atletica leggera sui 100-200 metri.

Come hai visto questa manifestazione?

-Per i ragazzi diversamente abili come me è stato senza dubbio qualcosa di formativo. La pesca aiuta a rilassarsi ma insegna la concentrazione e ad avere i riflessi pronti. La pesca è la mia medicina. Mi ha insegnato a vivere le situazioni difficili della vita e in certi casi a percepire e a prevedere i pericoli.

 

Fabio Luzzu

 

 

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